Alessandra Perotti è un editor, writer coach e ghost writer. Insomma, una che ha fatto della scrittura la sua vita. In questa intervista, ci racconta come è nato questo amore, come la scrittura possa essere considerata terapeutica e i progetti per il nuovo anno.

Alessandra tu sei editor, writer coach e ghost writer quindi la prima domanda che sorge spontanea è: quando e come è nato l’amore per la scrittura?

Io e la scrittura siamo cresciute e cambiate insieme. Intorno ai 12 anni sapevo che avrei scritto o comunque che mi sarei occupata di libri e scrittura. Nessun’altra cosa suscitava in me una passione così forte. Scrivere era la gestualità in cui mi riconoscevo, la mia sicurezza, il mio posto nel mondo ed è ancora così.

Il tuo amore per la scrittura sfocia, tra le altre cose, nella fondazione di una casa editrice, Edizioni Astragalo, che è legata ad un progetto davvero importante. Ce ne vuoi parlare.

Ho fondato e diretto le Edizioni Astragalo dal 2007 al 2017 con l’intento di diffondere l’importanza della lettura, di dare modo a tanti autori esordienti di pubblicare il proprio testo (dopo un accurato lavoro di editing), di sostenere progetti meritevoli grazie alla collana Scrivere con il cuore.

Edizioni Astragalo ha ricevuto anche un premio per il valore educativo. Tu stessa hai scritto alcuni libri per bambini e per ragazzi, come pensi possa influire la scrittura e la lettura nell’educazione odierna basata su messaggi sempre più brevi e soprattutto digitati e non scritti?

La lettura dona ai bambini e ai ragazzi chiavi per decodificare la realtà per questo è più che mai importante oggi, per recuperare un tempo lento e prezioso, uno spazio di riflessione e di creatività; sostengo poi da tempo che si dovrebbe sempre più educare alla scrittura perché porta il focus su di sé, sul modo di guardare il mondo, sulle emozioni; è una sorta di ancoraggio nel mare digitale e in un tempo che corre troppo veloce.

Tu sei writer coach, specializzata in scrittura terapeutica e consapevole. In cosa consiste esattamente? A che livello la scrittura può fungere come terapia?

Ogni volta che dico “scrittura terapeutica” lo faccio con cautela ma non si può negare che la scrittura sia terapeutica nel senso di alleviare i nostri disagi, di sgravarci di pesi mentali, di portare chiarezza nel pensiero. Molti autorevoli personaggi, letterati e scienziati lo hanno affermato; Pennebaker ha fatto studi e sperimentazioni che si possono leggere nel suo libro “ll potere della scrittura”. Scrivere ci aiuta a stare meglio. La scrittura consapevole – conscious writing – è quella scrittura (come la narrazione autobiografica o la scrittura della propria Vision) che ci permette di conoscerci, di acquisire sempre maggiore consapevolezza fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi.

Tu tieni anche dei corsi e seminari dove insegni alle persone proprio come fare scrittura terapeutica e autobiografia emozionale. Quali sono le più grandi soddisfazioni che ricevi da questi corsi? Ti è capitato che qualcuno abbia iniziato un po’ scettico e poi sia rimasto sorpreso dagli effetti che ha avuto anche a livello inconscio?

La più grande soddisfazione? Vedere che le persone scoprono i fili conduttori della loro storia, si sentono meglio, ritrovano motivazione. Sì, mi è capitato che qualcuno si sia accostato con qualche dubbio ma la scrittura arriva in profondità e porta sempre rivelazioni, serenità. In tanti hanno riscoperto il gusto della scrittura di sé.

A proposito di corsi, a novembre hai tenuto un corso di scrittura emozionale a Marrakech, una location davvero suggestiva. Per quale motivo hai scelto questo posto?

L’ambiente influisce sempre sulla scrittura. Marrakech aveva suscitato in me forti contrasti ed emozioni, è un luogo a cui non puoi restare indifferente e questo facilita la scrittura emozionale. Inoltre, una mia cara amica ha creato e gestisce un bellissimo Riad nella Medina e sa sempre suggerirci itinerari particolari. Siamo accolti e coccolati in modo indimenticabile.

Finora abbiamo parlato molto di scrittura per la crescita personale. Tu hai creato VISION, un libro ma anche un formato che porti anche nei team aziendali. Quali sono i benefici che si riscontrano maggiormente e che emergono lavorando con gruppi di persone in un’impresa?

Il primo beneficio è l’analisi di sé, della situazione in cui si vive e si esplica la propria professionalità. Una presa di coscienza. Si lavora sul gruppo, sulla propria capacità di relazionarsi, sui talenti e la realizzazione degli obiettivi. Il lavoro sulla Visione genera subito chiarezza d’intenti, e quando sappiamo dove stiamo andando cambia il livello di energia che mettiamo in tutto ciò che facciamo. Ambiente e team ne traggono grandi vantaggi.

Ormai siamo quasi nel 2020, quali sono i tuoi progetti per il nuovo anno?

Ah, progetti: tanti, tanti. Il corso editor&ghostwriter, formazione per la professione, che partirà a fine febbraio a Milano, Palazzo delle Stelline. Sviluppare Accademia di scrittura che riunisce diversi professionisti. Lavorare sempre di più sulla Scrittura Etica, due libri in cantiere. Il vero progetto rimane però far conoscere alle persone i benefici della scrittura: a questo rispondono tutte le altre iniziative.

Il mantra di Alessandra Perotti nella vita?

La mia storia è la tua storia. Nel mondo siamo immersi e siamo immensi.

Nessuna storia è isolata, individuale. Siamo parte di una storia più grande che ci unisce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *