Ho ho ha ha! Basterebbe questo per introdurre Richard Romagnoli, il Laughter World Ambassador italiano che ha diffuso lo yoga della risata. Noi abbiamo voluto fare quattro chiacchiere con lui, non solo sui suoi tantissimi progetti ma anche su una certa cosa che tutti cercano: la felicità.

Richard tu sei un autore di libri e best seller, sei un speaker TED, ideatore della pratica emozionale C.A.T.C.H. e Laughter World Ambassador per la diffusione della risata yogica nel mondo. Tutte cose bellissime e che approfondiremo, ma se ti dovessi descrivere tu, chi è Richard Romagnoli?

Sono soprattutto una persona curiosa, che ama viaggiare e scoprire. Sono affascinato dalle persone, dalle loro potenzialità. Credo che ogni essere umano sia un patrimonio straordinario e non solo dal punto di vista genetico ma per le esperienze che incarna e che lo hanno plasmato.

Tu sei nato in Italia e per alcuni anni hai vissuto in India. Cosa ti ha portato a trasferirti a Puttaparthi e cosa più ti ha insegnato e lasciato questa esperienza?

Puttaparthi è un piccolo villaggio che si trova nel sud dell’India ed è stato il mio interesse verso la spiritualità a condurmi, a soli 17 anni, in quel luogo che negli ultimi trent’anni è diventato una meta fondamentale per tutti i ricercatori spirituali.

Ricordo ancora quel giorno che acquistai a Padova un libro dal titolo “L’uomo santo e lo psichiatra” scritto da un eminente ricercatore il Prof. Sandweiss. Parlava della sua esperienza con il Maestro Sri Sathya Sai Baba. Quel libro mi fece conoscere il mio Maestro e nel giro di pochi mesi mi ritrovai davanti a lui, in India.

Nel libro Ho imparato a ridere, diventato poi un best seller, tu racconti proprio la tua storia e la scoperta della risata interiore. Ci spieghi lo Yoga della risata e come davvero una risata possa cambiarti la vita?

Sinceramente non avrei mai pensato che il mio primo libro sarebbe diventato un best seller tradotto in diverse lingue. Tutto questo è avvenuto unicamente grazie al passaparola dei lettori. Ho voluto raccontare una parte della mia vita per donare la mia testimonianza al lettore ovverosia che ogni difficoltà per quanto frustrante o pesante può sempre rappresentare un nuovo inizio, l’opportunità per migliorarsi e anche per cambiare vita. È stato grazie alla risata consapevole che la mia vita ha preso tutta un’altra piega.

È stato ridendo che la mia meditazione mattutina, quella che avevo praticato per molti anni in India, dove mi ero trasferito con Sara, mia moglie e le nostre bambine, che mi ha permesso di comprendere che ogni qualvolta ci lasciamo ridere ci liberiamo da tantissime tensioni. Ancora oggi la risata è la mia abitudine felice. A Puttaparthi inaugurai persino il Club della Risata che a quel tempo era frequentato da persone provenienti da tutto il mondo e che erano lì per gioire della presenza del Maestro.

Ho avuto la fortuna di praticare questa metodologia nelle scuole, nelle aziende, negli ospedali e negli orfanotrofi dell’Andhra Pradesh. È molto più ciò che ho ricevuto di quello che penso di aver donato. Rientrato in Italia la mia esperienza mi ha portato ad evolvere le tecniche che avevo appreso perché la risata non può essere ricondotta solamente ad una routine di esercizi, che spesso sconfinano nelle gags da villaggi turistici. Ho sentito la necessità di approfondire maggiormente gli aspetti scientifici di quella che io oggi definisco come Terapia della Risata.

La risata ha un potere talmente forte da essere una vera e propria terapia. Con il dottor Piermario Biava, tu hai condotto delle ricerche proprio su come questa possa influire sulla cura dei pazienti e a 4 mani avete scritto “Happygenetica – dall’epigenetica all’Happygenetica”. Ci racconti come è nato questo progetto e i benefici che questo ha portato alla vita di molte persone?

Oggi più che mai la scienza convalida, attraverso numerose ricerche condotte devo dire con il massimo rigore, che ridere promuove il rilascio di importanti sostanze chimiche che hanno innumerevoli effetti benefici, sia per il nostro corpo che per la nostra psiche. Come abbiamo descritto nel libro Happygenetica la risata rilascia quella che io amo definire una d.o.s.e. di sana felicità dove d.o.s.e. è l’acronimo che sta per: dopomina, ossitocina, serotonina ed endocrine.

Ridere si sa migliora il nostro umore ma perché ridendo stiamo meglio? Questo grazie alla chimica che circola nel nostro corpo tutte le volte che ci lasciamo ridere liberamente, almeno per una decina di minuti. Con il metodo Happygenetica che ho ideato i Trainers che ho formato guidano le persone a scatenare la propria risata, prolungandola per il tempo necessario affinché sia liberata la d.o.s.e. di felicità e dopo aver scatenato la risata le persone vengono guidate a rilassarsi profondamente, cambiando il loro stato vibrazionale, per beneficiare successivamente di una meditazione guidata, di alcuni insight di approfondimento spirituale e terminando la sessione con la pratica emozionale del C.A.T.C.H.

Ringrazio ancora la buona sorte che mi ha permesso un po’ di anni fa di incontrare il Prof. Biava che mi ha introdotto all’argomento che tratta da innumerevoli anni e che è l’epigenetica.

Perché secondo te, in Italia, si fa ancora fatica ad accettare l’efficacia di alcune tecniche e pratiche alternative basandosi solo e unicamente sulla tradizionale medicina?

Perché purtroppo spesso chi propone questo tipo di pratiche, che possono essere validate dalla stessa scienza medica, non assumono un corretto atteggiamento professionale. Durante i miei training, ancor prima di iniziare, ai partecipanti viene ricordato che tutte le pratiche che vivranno non sostituiranno mai e in nessun modo ciò che ha a che fare con le cure mediche tradizionali.

Ricordo di aver ricevuto delle lezioni magistrali sull’etica e la professionalità soprattutto quando prestavo il mio servizio con il Super Speciality Mobile Hospital di Puttaparthi, imparando dai migliori medici e professori dell’India l’importanza delle cure mediche, della deontologia e soprattutto del potere dell’empatia e della relazione medico/paziente.

Certamente esistono molte altre motivazioni che soprattutto negli ultimi anni hanno osteggiato la diffusione di pratiche come la meditazione, la mindfulness ma devo dire che per quanto riguarda la mia esperienza professionale, sia in Italia che in Asia e in Europa, ho sempre ricevuto riscontri favorevoli e interesse reale per il potere della Terapia della Risata.

La pratica emozionale C.A.T.C.H. di cui sei fondatore, permette di consapevolizzarti del potere delle tue emozioni per accrescere la tua energia. Ci spieghi questa cosa un po’ più nel dettaglio? Chi ti ha visto dal vivo o anche nei tuoi TED speak non può fare a meno di notare la grande energia che ti pervade e che soprattutto emani, qual è il segreto per essere così ogni giorno?

Il C.A.T.C.H. è la pratica energetico emozionale che ho ideato nel 2011 grazie al mio incontro con alcuni maestri e naturalmente quello più importante con Sri Sathya Sai Baba. Attraverso un semplice gesto come quello dell’Ok, dell’unione del polpastrello del dito indice con il polpastrello del pollice della mano destra, si attivano potenti connessioni energetiche stabilite attraverso i “nadi” ovvero dei canali eterici attraverso i quali, secondo le scienze orientali, scorre il prana ovvero il flusso vitale.

Quando viviamo delle emozioni intense, quando sperimentiamo momenti di elevazione o di benessere è bene “catturare” quei momenti, come se stessimo scattando un’istantanea, attraverso il gesto del c.a.t.c.h. Immagina di catturare nell’aria quel momento, quel carpe diem, congiungendo pollice con indice fino a formare un Ok. Attraverso quel gesto e con tutta l’emozione che infondiamo in questo movimento comunichiamo alla nostra mente subcosciente l’esperienza vissuta, elevandola a qualcosa di estremamente significativo. Grazie a questo gesto andiamo a trasmettere alla nostra memoria l’energia appena vissuta. Questo gesto diventa anche lo “switch on” ovvero l’interruttore a cui possiamo accedere tutte le volte che sentiamo la necessità, per scatenare maggiore energia in quel momento.

Grazie a ciò che abbiamo precedentemente trasmesso e immagazzinato, quell’energia conservata nella nostra memoria consapevole può essere attinta ricongiungendo pollice a contatto con l’indice, sempre nel segno dell’Ok. Questa potente pratica l’ho chiamata c.a.t.c.h. in quanto in inglese significa catturare. Un giorno mi accorsi del fatto che il mio Maestro ripeteva spesso ai suoi studenti: W.A.T.C.H. che era l’acronimo per Watch your Actions, your Thoughts, your Character and your Heart.

Così ho voluto trasformare la parola catch in c.a.t.c.h. insegnando alle persone che lo praticano l’importanza della “presenza” ovvero: controlla e sii consapevole delle tue azioni, dei tuoi pensieri, del tuo carattere e dei tuoi sentimenti ovvero del tuo cuore. Il C.A.T.C.H. oggi è una pratica diffusa grazie al lavoro e all’impegno straordinario dei Catcher, i Trainer abilitati alla conduzione di questa pratica. I benefici sono innumerevoli e le case history ne certificano l’efficacia.

Collegandoci un po’ alle domande precedenti, tu dici che la felicità è una scelta. Cosa impedisce secondo te, alle persone di essere davvero felici? E perché si ride così poco?

Ognuno di noi ha il suo vissuto che troppo spesso diventa l’alibi che non permette di vivere la vita che si vorrebbe. Durante i Workshock ripeto spesso che la felicità è una scelta e che anche l’infelicità è una scelta e che chi sceglie siamo noi. Spesso invece puntiamo il dito verso gli altri anziché indirizzare la nostra attenzione verso noi stessi e così perdiamo inutilmente tempo ed energie piuttosto che dedicarci alla nostra crescita personale.

Credo che una buona introspezione possa aiutarci a trasformare le nostre vite trasmutando ogni avvenimento in profonda saggezza. Abbiamo però bisogno di essere accompagnati da chi prima di noi ha già fatto un certo cammino, di affidarci a chi comunica al cervello per arrivare al nostro cuore. Credo che ognuno di noi sia qui per realizzarsi, per vivere una vita meravigliosa.

Credo che la felicità sia fatta di piccoli gesti di quotidiana gentilezza. La vita è un dono immenso soprattutto quando riconosciamo quanto possiamo fare per aiutare qualcun altro. Il mondo oggi non ha bisogno di supereroi, il mondo ha bisogno di esseri umani consapevoli, che riconoscano la bellezza dell’unità nelle diversità. Siamo qui per vivere quest’esperienza in presa diretta senza possibilità di altre repliche. Essere consapevoli significa essere felici.

Nel tuo ultimo libro, uscito qualche settimana fa, Le 9 leggi spirituali per un business di successo, tu hai fatto qualcosa che si potrebbe definire rivoluzionario. Hai messo insieme affari e spiritualità, 2 cose che non potrebbero essere viste più agli antipodi. Come ti è venuta l’idea di elaborare questo nuovo modo di fare business? Quali sono i benefici che può portare non solo ai dipendenti di un’azienda ma anche ai clienti?

Oggi rispetto a qualche anno fa posso garantirti che anche all’interno di certe Aziende si può parlare di spiritualità senza finire nel rogo dell’ignoranza. Conosco degli imprenditori illuminati che sono all’avanguardia e che riconoscono che oggi più che mai è necessario accompagnare i propri collaboratori e dipendenti a realizzare una maggiore auto consapevolezza che faccia risaltare la bellezza dei Valori Umani.

Quando ho incontrato Jay Abraham, consulente di multinazionali e mentore di celebri personaggi come Tony Robbins, ho potuto apprendere da lui, durante innumerevoli viaggi a Los Angeles, l’importanza di un concetto che ho sviluppato come LifeStyle ovvero lo status della preminenza. Studiando e approfondendo con lui l’importanza della preeminence ho compreso che non c’era alcuna distanza con i concetti spirituali che avevo appreso dopo gli anni vissuti in India a contatto con il mio Maestro Spirituale. Anche Jay conosce la mia passione per la spiritualità e ha riconosciuto l’importanza che riveste nella mia vita, anche professionale, la missione di contribuire al benessere del maggior numero di persone nel mondo attraverso le pratiche che insegno ma soprattutto aiutando chi incontro a sviluppare maggiormente la propria auto consapevolezza.

Se riconosciamo l’interdipendenza tra noi e gli altri, tra noi e tutti gli esseri viventi, come possiamo nuocere a chi incontriamo? Come possiamo approfittarsi della lealtà degli altri? Come può un business prosperare se non vengono rispettati i Valori Umani fondamentali che sono la Verità, la Pace, la Non-Violenza, l’Amore e la Retta Azione?

Quando vengo contattato dagli HR o dagli AD delle aziende spiego loro l’importanza delle Leggi Spirituali che offrono a tutti noi l’opportunità di realizzare il nostro reale valore che è determinato dalla nostra unicità. Sono molto grato all’editore ROI per aver creduto in questo libro che in copertina ha la foto di un leone di cui ne spiego il significato verso la fine.

La mia speranza è che sempre più professionisti, manager e imprenditori comprendano l’importanza della relazione di preminenza che può essere instaurata con gli altri e con i propri clienti. Sono certo, più che speranzoso, che oggi il trend verso il quale ci stiamo indirizzando richieda conoscenza specifica ma anche tanta consapevolezza individuale. Ho osservato che le persone preminenti non sorridono solamente ma amano ridere con il loro team. Non è fantastico tutto questo?

Il mantra di Richard Romagnoli nella vita?

Quello che ho imparato dal mio Maestro e che oggi è inciso sulla sua tomba a Prasanthi Nilayam, nel suo mahasamadhi: “Love All, Serve All”. Una vita spesa ad illuminare la strada delle persone che hanno riconosciuto la sua grandezza, determinata dalla realizzazione di tantissime opere sociali.

Il mantra che amo in ogni istante è “Ho ho Ha ha” perché è il suono della risata e quando ridiamo miglioriamo.

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