Abbiamo avuto il piacere di intervistare Loredana Gaeta, naturopata, kinesiologa e specializzata anche in fiabaterapia e libroterapia umanista. Attraverso le sue parole, abbiamo scoperto molto di più su queste terapie alternative di guarigione e soprattutto che le fiabe vanno lette anche da grandi.

Loredana tu ti occupi di naturopatia, kinesiologia, scrittura creativa, fiabaterapia e libroterapia umanistica. Come e quando è iniziato questo tuo percorso in queste discipline, molte delle quali rivolte alla guarigione?

Il mio percorso formativo è iniziato nel 2003 quando mi sono iscritta al corso di formazione quadriennale di naturopatia, presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Da lì poi ho conseguito il diploma e mi sono specializzata nei settori che più sentivo affine a me e che potevano essere utili nelle relazioni di aiuto con le persone. In realtà l’interesse per quella che viene definita “medicina alternativa”, la lettura e la scrittura mi appartengono da quando ero bambina. Da piccola avevo tre modelli: Jessica Flechter come autrice, Candy Candy come infermiera e per il modo in cui si relazionava ai pazienti e Anna dai capelli rossi che era una maestra e insegnava. Direi che ho realizzato i miei sogni! Come naturopata mi occupo degli altri, scrivo libri e insegno nei seminari e laboratori che organizzo.

Se la naturopatia è più conosciuta, vogliamo indagare meglio sulla kinesiologia. Ci spieghi in cosa consiste e come ci può essere d’aiuto? A chi consiglieresti delle sedute di kinesiologia?

La kinesiologia applicata è una disciplina olistica volta al riequilibrio corpo/mente che prende avvio all’inizio degli anni Sessanta per merito di Goodheart, un chiropratico statunitense. Attraverso dei test muscolari si “dialoga” letteralmente con il corpo che memorizza ogni situazione traumatica, fisica ed emotiva, somatizzandola poi con diversi disagi. Ogni muscolo che viene indagato e testato è collegato con i nostri organi e con i meridiani della medicina tradizionale cinese, sempre con la kinesiologia emerge quale sia la causa di un determinato disturbo, che ripeto, può essere sia fisico che emotivo poiché nella visione olistica e psicosomatica c’è una visione dell’uomo a tutto tondo. Consiglio le sedute di kinesiologia a tutti coloro che soffrono di disagi e disturbi di varia natura: dai più comuni mal di schiena, problemi digestivi o intestinali, mal di testa, intolleranze alimentari, allergie eccetera ai disagi “interni”. Ansia, stress, timore di non essere all’altezza, difficoltà a relazionarsi con l’esterno: davvero la kinesiologia è uno strumento di indagine e di intervento fantastico perché ti apre un mondo di possibilità e soluzioni di intervento.

La fiabaterapia è altrettanto interessante ed è una forma di terapia che sta prendendo sempre più piede. Perché inventare una fiaba potrebbe essere terapeutico?

Perché attraverso la fiaba noi entriamo nel mondo delle nostre Immagini interiori, incontriamo miti e archetipi che ci riguardano sia come individui sia come appartenenti all’inconscio e alla storia collettiva. Entriamo nel mondo ove fantasia e immaginazione non sono concetti astratti ma strumenti preziosi per lo sviluppo della nostra anima e della nostra persona.

Nella Fiaba incontriamo in tutta sicurezza i nostri problemi, ciò che ci fa paura (mostri, streghe, orchi) e li risolviamo risvegliando potenzialità e talenti che poi ci sono utili nella vita quotidiana. Gli antichi sciamani e guaritori usavano il racconto, la fiaba, il mito per dialogare con gli Dei e guarire la comunità. La fiaba da sempre quindi ha questo potere taumaturgico e illuminante poiché ci avvicina alle nostre forze più profonde.

È una terapia quindi che ci vede coinvolti in prima persona poiché siamo noi a creare la nostra fiaba. Nel dettaglio, come funziona una seduta di fiabaterapia con te?

Esatto noi creiamo la nostra fiaba, scriviamo la nostra vita e noi stessi nel modo in cui ci viviamo in quel preciso momento. Nella seduta ovviamente c’è prima la parte di ascolto della persona per comprendere la motivazione per cui si rivolge a me. Ci tengo a precisare che i miei percorsi, qualunque modalità venga scelta, possono essere seguiti non solo perché si vive un disagio o un momento di crisi ma anche per conoscere meglio se stessi, per scoprirsi e risvegliare talenti e sogni nuovi. Nuove possibilità.

A livello pratico mi aiuto con diversi strumenti: ho delle carte su cui sono riprodotti personaggi, luoghi, simboli e archetipi che vanno a stimolare l’immaginale della persona. Si estrae per esempio una carta che rappresenta il protagonista, una della sfida o della problematica, altre che suggeriscono strategie di azione o strumenti magici. Da qui, accompagno la persona attraverso una meditazione guidata, aiutandola attivamente tramite oli essenziali che lavorano sulla sfera emotiva o fiori di Bach e man mano la storia prende forma e viene anche vissuta e agita in prima persona.

Il cliente a casa poi sviluppa e scrive la sua storia: chi scrive una fiaba completa, chi invece solo frasi e pensieri che emergono e che sono rivelatori, qualcuno lascia che sia io a scrivere la fiaba. In questo ultimo caso loro ci lavorano o illustrandola o cambiando determinate parti, inserendo personaggi, cambiando il finale. Per alcuni così è più semplice ma altrettanto efficace come effetto trasformativo e terapeutico.

Rimanendo sul discorso fiabaterapia e fiabe, molto spesso sono associate ai bambini e vengono raccontate per farli tranquillizzare o rilassare. In realtà, abbiamo visto che dietro ai personaggi di una fiaba si cela molto di più che una semplice storia. Ti è capitato di rileggere una fiaba o un libro che ti leggevano quando eri piccola e hai scoperto dei significati molto più profondi che ti hanno colpito e che magari ad una lettura superficiale non si colgono subito? Hai in generale un libro per bambini/una fiaba che dovremmo rileggere anche da adulti?

Sto riscoprendo ora il significato reale della fiaba, quelle lette ai bambini sono spesso depurate dai contenuti più violenti e oscuri per non turbarli. In Cenerentola, per  esempio, nella sua versione classica alle sorellastre cattive vengono cavati gli occhi, questo perché come genere letterario nasce per gli adulti e sopra abbiamo parlato del loro “potere sciamanico”.  Mi affascina leggere Pinocchio cogliendo nella sua storia le varie fasi del processo di individuazione del genere umano ove si acquista man mano coscienza di sé. Consiglierei in termini generali di rileggere le fiabe nella loro versione originale, quelle dei Grimm sono molto “forti” e amo molto la raccolta di fiabe italiane di Italo Calvino.

Sempre a proposito di fiabaterapia, tu stessa hai scritto in prima persona e sei autrice di diversi libri. Ce li vuoi raccontare? Tra questi ce n’è una a cui sei più legata?

Il mio primo libro è proprio una raccolta di fiabe scritte da me. “Il risveglio dell’anima bambina” offre le fiabe come spunto di riflessione e lettura “terapeutica” in relazione a determinate emozioni, situazioni che nella lettura trovano uno sguardo diverso. Le fiabe sono viste anche come veri e propri codici di attivazione di risorse profonde e prendono in considerazione il fenomeno sociale e spirituale dei bambini ed adulti Indaco e Cristallo.

Il Mangiar sano dell’Anima” scritto con il supporto di una mia collega e amica  Cristina Gnoato è un romanzo ove le divinità dell’Olimpo aprono una serie di ristoranti nel cuore di Milano, Una famiglia milanese intraprende un divertente ma profondo viaggio alchemico attraverso il cibo ed il suo significato simbolico, emotivo e spirituale.

Ho scritto due libelli di poesie ”La Lirica dell’Uno” e “Suggestioni” ed un testo teatrale “Cosmedia” con lo pseudonimo di Amazzoni Stellari insieme alla mia amica Monica! Ci siamo divertite tantissimo perché i dialoghi sono frutto delle nostre meditazioni. 

Il mio ultimo nato è “Il mondo di Luz: nella Terra dei Cristalli” ecco questi sono veri e propri racconti di potere e guarigione sciamanica. Qui i cristalli che uso nelle sedute di cristalloterapia prendono vita: sono giovani ragazzi che cercano la loro vocazione. E’ un libro adatto non solo ai ragazzi ma soprattutto all’adulto: ciascuno di noi viene al mondo con una chiamata, con una vocazione come direbbe James Hillmann nel suo libro “Il codice dell’anima”.  Il libro ci aiuta a scoprire la nostra vocazione!

Li amo tutti perché nascono in momenti diversi della mia vita, quello a cui sono più legata è quello che ancora devo scrivere e di cui sto aspettando la Grande Chiamata come dico io!

A proposito di libri vorrei spendere una parola anche sulla Libroterapia Umanistica: è una metodologia che utilizza il libro come strumento e luogo di trasformazione. Il libro letto in chiave libroterapica aiuta il lettore a conoscersi, a ritrovarsi ed è utile nei momenti di crisi, riscoperta di sé e cambiamento.  Nell’opera “Curarsi con i libri rimedi letterari per ogni malanno” le libraie Ella Berthoud e Susan Elderkin scrivono: letto nel momento giusto un romanzo può davvero cambiarci la vita, e questo prontuario è una celebrazione del potere curativo della letteratura di ogni tempo e paese.”

Organizzo in quello che chiamo “il salotto letterario” dei percorsi di gruppo di libroterapia ove scelgo un tema guida che viene affrontato attraverso sei letture diverse. Ogni mese affrontiamo la tematica con un libro diverso.

Ora che conosciamo un po’ meglio quello che fai, vorremo farti una domanda più personale, con la quale concludiamo le nostre interviste: qual è il tuo mantra di vita? Perché proprio questo?

Ne ho due: il primo è Vivi e lascia vivere. Il rispetto del libero arbitrio e della libertà di pensiero e di vita sono fondamentali: non amo chi crede di avere la verità assoluta in tasca perché tutto è relativo e gli spazi personali sono sacri. Sono molto libera “dentro” e non amo invasioni e invadenze. Il secondo mantra è napoletano, di Edoardo de Filippo: adda passà a nuttata. Deve passare la nottata: me lo sono ripetuta molto in momenti bui, nelle notti di veglia in ospedale di una persona cara e in quelle occasioni dove dovevo ricordare a me stessa che tutto passa e un nuovo giorno arriva…

Nulla ci appartiene poiché non abbiamo il controllo di nulla anche se ci piace illuderci su questo. Tutto passa, il bello e il brutto e questo ci rende umani. Magnificamente umani, oso dire.

Per maggiori info su tutte queste discipline, Loredana Gaeta la potete trovare su FB.

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