Pensiamoci: siamo andati a scuola per anni, tutt’oggi molti di noi seguono corsi ma qualcuno ci ha mai davvero insegnato come studiare? Prendere appunti, ripetere ad alta voce, sottolineare, rileggere… ognuno di noi ha sviluppato un proprio metodo su come memorizzare meglio, ecco perché abbiamo indagato se ci fossero delle ricerche scientifiche che ci dessero delle tecniche efficaci per tutti.

La risposta ci arriva direttamente dal dipartimento di psicologia della Colorado State University e dal team di ricerca del professor Ed DeLosh, che ha riportato poi i risultati anche nel suo libro A Guide to Effective Studying and Learning: Practical Strategies from the Science of Learning. Osservando come i nostri cervelli imparino meglio, DeLosh e il suo team ha sfatato alcuni miti sull’apprendimento, come per esempio, il valore della semplice ripetizione o lo stile in cui si preferisce apprendere (visivo, uditivo, verbale, fisico…) potrebbe non essere il migliore per noi. Anzi, secondo le parole di DeLosh:

Quello che le persone preferiscono o il metodo che potrebbero considerare il più semplice, in realtà potrebbe non essere il migliore – in verità, faticare durante l’apprendimento ha più benefici sull’apprendimento a lungo termine.

Per dimostrare l’efficacia di questi studi, DeLosh ha anche lanciato un corso all’Università del Colorado, Psychologist 152: Science of learning, in cui non solo viene presentata la ricerca effettuata ma vengono insegnate tecniche efficaci per un miglior apprendimento ed ecco 4 consigli su come studiare che potresti iniziare anche tu a mettere in pratica fin da ora.

4 consigli su come studiare meglio secondo la scienza

Non continuare a ripetere a macchinetta

Come abbiamo anticipato prima, continuare a ripetere infinite volte, potrebbe non essere il metodo più efficace per tutti, soprattutto se si punta a ricordarsi le cose nel lungo termine. Leggere quello che dobbiamo studiare è importante ma continuare a farlo e ripetere ad alta voce, a volte, potrebbe rivelarsi una perdita di tempo.

Esercitati con dei quiz

La ricerca di DeLosh ha dimostrato come i quiz e i test non siano da fare solo quando gli studenti hanno già appreso, ma in realtà risultano tra i metodi migliori per preparare il cervello a ricordarsi più a lungo le cose.

L’atto di fare un test, il processo mentale coinvolto nel cercare di recuperare le informazioni, è ciò che veramente consolida quelle informazioni nella memoria. Quindi gli insegnanti dovrebbero iniziare a pensare ai test e ai quiz non solo come strumenti di valutazione ma anche come strumenti di apprendimento.

Proprio per questo, DeLosh suggerisce che questi siano anonimi e che non siano metro di giudizio, semplicemente serviranno allo studente a comprendere se ha davvero capito il concetto. Lo stesso puoi fare tu durante i tuoi processi di apprendimento: preparati delle flashcard con dei termini o concetti da ricordare se sei da solo, oppure se studi in gruppo coinvolgi anche gli altri facendovi domande reciproche su ciò che dovete memorizzare. Ricordati che non è una sfida a chi è più bravo, ma un metodo per consolidare meglio le info.

Basati sull’apprendimento elaborativo

Per “apprendimento elaborativo” DeLosh intende il processo di pensiero più approfondito in merito a ciò che si sta studiando, ovvero il creare connessioni tra ciò che si sta studiando e ciò che già sappiamo, così che ce le ricorderemo più facilmente. Se è possibile, trovare anche esempi concreti, attuali o quotidiani che potrebbero avere a che fare con tale concetto. Il fatto di “esserci sforzati” a ragionarci sopra e non aver preso l’informazione in maniera passiva, fa sì che il cervello, oltre a capire meglio il concetto, lo immagazzini nella memoria a lungo termine.

Prenditi il giusto tempo

Il famose ripassone o lo studio all’ultimo minuto per DeLosh è controproducente, dovremo prendere i giusti tempi di apprendimento ogni giorno e senza che questi siano prolungati. Un esempio: se devi studiare per un esame e hai solo 3 ore di tempo, sarà molto più produttivo dedicare una singola ora al giorno per 3 giorni consecutivi piuttosto che dedicare 3 ore in un giorno solo. In questo modo, il cervello avrà il tempo sufficiente per elaborare ciò che deve davvero ricordare e non si troverà a dover gestire un mare di informazioni in un’unica volta, generando soltanto caos.

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