Ormai è approvato che il linguaggio del corpo, o meglio, quello non verbale (postura, gesti, tono della voce…) va a influire maggiormente sulla comunicazione, rispetto a quello verbale (ciò che tu dici a parole). Ecco perché controllare la postura e il linguaggio del corpo diventa così importante. 

Molto spesso è una cosa a cui non prestiamo attenzione o che non consideriamo, ma che ha una notevole importanza su ciò che vogliamo trasmettere, soprattutto in determinate situazioni come quando ci presentiamo o a un colloquio di lavoro.

Prima di proseguire, fai un check di quello che il tuo linguaggio del corpo trasmette al momento: cammini un po’ curvo,  quando stai seduto tendi a inarcare la schiena, quando parli tendi a muovere gli occhi non guardando la persona di fronte a te, tendi a mordicchiare le labbra quando sei sotto stress o a mangiarti le unghie, sbuffi o ruoti gli occhi durante una conversazione? Bene, quelli che ti ho elencato fino ad ora sono tutti atteggiamenti che se hai, dovresti iniziare a non fare più perché considerati in maniera negativa, o meglio, trasmettono un messaggio negativo alla persona che hai di fronte. Che sia una situazione lavorativa, un appuntamento informale o anche una chiacchierata tra amici, dovresti sempre fare caso al modo in cui ti poni. E se con gli amici, ci possiamo permettere di lasciarci un po’ andare, nelle altre situazioni sarà meglio operare dei cambiamenti. 

Come modificare il linguaggio del corpo

Quello che devi trasmettere tramite il linguaggio non verbale è di essere una persona sicura di sé e che sa il fatto suo. Quindi, ecco una serie di accorgimenti da operare per ottenere questo risultato:

  • stretta di mano sicura e forte: si sa, la stretta di mano è quel gesto che ci fornisce una prima impressione. Una stretta di mano moscia e veloce, darà l’idea di una persona insicura. Esercitati a dare una stretta vigorosa (senza fare male) e che duri almeno 3 secondi, guardando negli occhi la persona a cui ti stai presentando. La prima impressione sarà quello di essere un tipo determinato e sicuro. 
  • il portamento: quante volte soprattutto da tua madre, hai sentito la frase “dritto con le spalle”. Io tantissime! Ebbene, sappi che non poteva darti consiglio migliore. Le spalle dritte e il petto un po’ fuori (non troppo mi raccomando), sia quando si sta seduti sia quando si cammina, trasmetterà un senso di fierezza e compostezza. In particolare, in ambiente lavorativo o durante i meeting, il tuo linguaggio del corpo, trasmetterà che sei attento e partecipe a quello che si sta dicendo. Al contrario, spalle curve e posizioni scomposte sulla sedia, trasmetteranno senso di noia e disinteresse, oltre che di poca eleganza
  • guarda dritto davanti a te: non solo perché potresti andare a sbattere contro qualcosa ma soprattutto quando parli con qualcuno, guardare altrove risulta maleducato. Il messaggio che rischi di trasmettere è quello che non ti interessi minimamente quello che ti sta dicendo. Non dovrai fissarlo intensamente (metteresti soggezione) ma ti basterà sbattere le palpebre ogni tanto e fare dei cenni con il capo così che il tuo interlocutore sa che stai prestando attenzione
  • non mangiarti le unghie, non giocare con le cose/capelli, non incurvare le labbra: potresti essere agitato, ma tutte queste manifestazione danno la conferma anche al tuo interlocutore che lo sei. Mangiarti le unghie, oltre a non essere igienico, non è salutare né per le tue unghie né per i tuoi denti, quindi smetti subito anche se non sei in uno stato di agitazione ma ce l’hai come “tic”. Il giocare con orologio, anelli, capelli o qualsiasi cosa si ha davanti, comunica oltre la nostra agitazione, anche un senso di insofferenza o noia nei confronti di quello che stiamo ascoltando. Incurvare le labbra e iniziare a mordicchiarle, trasmette un senso di paura e il nostro interlocutore potrà capire che abbiamo qualcosa da dire ma non abbiamo il coraggio di farlo
  • non incrociare gambe e braccia: per quanto a volte potrebbe essere una posizione comoda, evita di incrociare sia le gambe che le braccia perché è un chiaro segno di chiusura nei confronti di chi ti è davanti
  • impara a conoscere la prossemica: per chi non lo sapesse, la prossemica è quella disciplina che tra le altre cose, studia lo spazio e le distanza durante un processo comunicativo. Quindi, quello che dobbiamo fare è saper mantenere le giuste distanze con il nostro interlocutore. Se stiamo parlando con un collega, il capo o qualcuno che non ci è amico, stargli troppo vicino lo potrebbe far sentire minacciato, poiché stiamo invadendo il suo spazio. In base al rapporto che avete con l’altra persona dovete lasciare la giusta distanza: intima (va da 0 a 45 cm), personale (da 45 a 120 cm, è quella che abbiamo con amici e persone che conosciamo), sociale (da 120 a 350 cm, la manteniamo per esempio con semplici conoscenti o in rapporti tra allievo e maestro)
  • ogni tanto sorridi: ovviamente dipende molto dalla situazione, ma interagire con qualcuno dando piccoli cenni con la testa e sorridendo, porta l’altro ad avere maggiore apertura nei nostri confronti
  • non nascondere le mani: quando siamo in imbarazzo, siamo portati a mettere le braccia dietro la schiena o a mettere le mani in tasca. Mostrale sempre. Nascondere le mani significa che hai qualcosa da nascondere e la persona di fronte a te tenderà a non fidarsi. Le mani in bella vista e soprattutto con i palmi rivolti verso l’alto, trasmetteranno fiducia e sicurezza
  • se devi stare in piedi, stai dritto: chi non ha avuto quel/la collega che si appoggia ovunque e se in piedi tende a sederti sulla prima scrivania libera? Anche se sei stanco, sforzati di stare sempre in piedi dritto, non appoggiare il tuo lato b sulla scrivania dei colleghi, né tanto meno appoggia una mano o un braccio per fare leva. Stai inviando un messaggio non propositivo nei confronti del lavoro e di inaffidabilità.

Hai letto qualcosa di famigliare tra gli atteggiamenti segnalati? Ricordati che ora sai che devi prestare maggiore attenzione e con questi piccoli escamotage, trasmetterai maggiore sicurezza a chi ti circonda.

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