Adversity causes some men to break; other to break records” (Le avversità causano la rottura di alcuni uomini; altri ad infrangere record). William A. Ward

Ho voluto iniziare con questa citazione dello scrittore Ward perché è perfetta per spiegare cosa si intenda in psicologia con resilienza. Probabilmente avrai già sentito più volte questa parola, non sempre però è messa nei contesti più idonei per afferrarne appieno il concetto.  Con resilienza si intende la capacità psicofisica di accettare e affrontare un cambiamento. È quella forza che tutti abbiamo, ma non sempre utilizziamo, per gestire un situazione complicata o difficile traendo il meglio per noi. Ciò che gioca un ruolo fondamentale nel processo di resilienza è ovviamente la mente: è la tua mentalità, non l’evento stesso, che ti permetteranno di salvarti e non, come diceva Ward, di spezzarti. 

La cosa fondamentale da capire è che l’ambiente intorno a noi può esserci avverso ma noi abbiamo tutte le capacità per dominarlo, non lasciandoci sopraffare. Un esempio lampante è uno degli studi condotti dalla psicologa Emily Warner. Lei ha seguito per moltissimi anni la situazione di bambini provenienti da ambienti disagiati o con famiglie problematiche. A differenza della convinzione che la mela non cade mai lontano dall’albero, lei ha riscontrato come il 30% dei bambini studiati, abbia portato avanti il percorso scolastico diventando poi adulti di successo. Il punto in comune di questi casi è che i bambini avevano avuto una figura di riferimento, un mentore, capace di insegnargli ad essere autonomi perché sarebbero stati loro a definire il loro destino e non la condizione dalla quale arrivavano. 

Come possiamo sviluppare la resilienza?

  • smetti di fare la vittima: il primo importantissimo punto sul quale focalizzarci è cambiare la convinzione di come vediamo noi stessi. “È colpa della crisi”, “è colpa del mio capo”, “è colpa della società”, “è colpa del mio partner”…. smettiamola di dare la colpa alle circostanze e/o ad altre persone solamente per trovare una via d’uscita dalle nostre responsabilità. Come diceva Mandela “sono il padrone del mio destino: io sono il capitano della mia anima”. Rimani al comando della tua nave e sfida la tempesta perché hai tutto l’equipaggiamento necessario per farlo: cambia i tuoi pensieri. 
  • fai spazio all’ottimismo: ricorda che un resiliente si piega ma non si spezza, quindi trasforma la parola “problema” in “opportunità”, cogli la silver lining, il lato positivo che potrebbe derivare da questa situazione che di primo impatto ti sembra negativa. Per sviluppare il cervello a farlo, sforzati di scrivere i fattori positivi su un pezzo di carta. Il fatto di vederli scritti, ti aiuterà più facilmente a recepirli anche a livello inconscio. 
  • sviluppa la creatività: non si sa mai come le cose che avevamo programmato possano realmente andare, quindi crea più piani B o nel caso, improvvisa. Anche in questo caso, dovrai rendere più flessibile la tua mente, vedi la cosa come un gioco o una sfida e divertiti nell’affrontarla. 
  • agisci con autocontrollo: niente si affronta stando nel letto a lamentarsi o a stare male. Certo, è normale passare un momento di sconforto, ma deve essere solo un momento, quindi agisci e fallo nel più breve tempo possibile. Poco importa che quella che hai trovato non sia la soluzione definitiva, ma ci hai provato e come dicevamo nel punto precedente, hai dato il via alla tua creatività per ampliare gli scenari e i possibili modi di affrontare la sfida. 
  • mantieni relazioni sane: come abbiamo visto nella ricerca della Warner, quel 30% di bambini di successo ha avuto una persona vicina in grado di stimolare in loro la resilienza. Quando vedi che agire da solo ti risulta non facile, fai affidamento su amici che ti possono davvero aiutare. Attenzione, non starà a loro risolvere il tuo problema, ma basterà la loro vicinanza o le loro parole a far scattare in te la voglia di rimetterti in piedi e tornare a camminare a testa alta. Questo è l’ennesimo motivo per cui dovremmo davvero prestare attenzione a coloro frequentiamo: dovrebbero sempre stimolarci a dare il meglio di noi.

La resilienza non è quindi qualcosa che è innato, ma una capacità che tutti possiamo sviluppare e potenziare con i giusti accorgimenti. Non importa in quale prigione tu sia intrappolato, riuscire ad evadere sano e salvo, dipende solo da te imparando a controllare i tuoi pensieri e la tua mente. Quindi, la prossima volta che dovrai affrontare “un’opportunità”, metti in campo la tua resilienza per uscirne vincitore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *