Le posizioni percettive possono essere un elemento chiave per avere più visioni di una determinata situazione. Ma cosa sono? Citando Il manuale del coach di Robert Dilts “la posizione percettiva è essenzialmente una determinata prospettiva (o punto di vista) da cui si percepisce una situazione o una relazione”. 

La PNL ne ha individuate 4. Andiamo a scoprirle nel dettaglio. 

La prima posizione percettiva

La prima posizione percettiva indica il vivere un’esperienza in prima persona. Siamo noi che vediamo, ascoltiamo, assaporiamo, sentiamo odori e sensazioni, tocchiamo… E’ la posizione dell’IO. Sarai associato pienamente al tuo corpo, alla tua mappa, alle tue convinzioni, alle tue idee. Questa posizione si identifica poiché la persona che la utilizza tende a utilizzare molto spesso il pronome io per esprimere idee o opinioni e parlerà quasi unicamente dal proprio punto di vista.

La seconda posizione percettiva

La seconda posizione percettiva è il mettersi nei panni dell’altro. E’ la capacità di assumere la prospettiva di un’altra persona. Non si vede più con con i nostri occhi, non si pensa più con le nostre convinzioni ma con quelli dell’altra persona. Il prenome predominante qui è il TU. Assumere temporaneamente la posizione dell’altra persona può essere un valido sistema per valutare il nostro operato e quanto stiamo facendo bene. Non sto parlando solo a livello di business, ma anche a livello di coppia. Provata a pensare di mettervi nei panni del partner e vedervi dall’esterno. Come giudichereste il vostro comportamento? E i vostri gesti? Ricordate che vedete attraverso gli occhi e le convinzioni del partner, non i vostri. Questo potrebbe esservi utile a capire perché c’è stato un litigio e come fare per porvi rimedio.

La terza posizione percettiva

La terza posizione percettiva è la posizione dell’osservatore. Si tratta di assumere un posizione esterna rispetto noi stessi e l’altra persona, cioè una posizione temporaneamente al di fuori della conversazione che sta avvenendo. Qui si utilizzerà il terzo pronome personale “egli”/”ella” perché sarete dissociati dalla situazione. Questa posizione ti fornirà info utili relative all’equilibrio dei comportamenti in atto all’interno della situazione.

La quarta posizione percettiva

La quarta posizione percettiva comporta una sintesi della altre 3 e citando sempre Dilts, “implica un’identificazione con il sistema stesso o con la relazione, producendo l’esperienza di essere parte di un insieme collettivo caratterizzato dall’uso del NOI”. Questa posizione diventa molto utile ogni qual volta vogliamo creare uno spirito di squadra. 

Attenzione però. Soprattutto quando si tratta di utilizzare una seconda posizione percettiva, si può cadere nell’errore di dire “se fossi in te…”. Questo non significa assumere una seconda posizione percettiva, perché in realtà stiamo dando un consiglio secondo quelle che sono le nostre idee, le nostre convinzioni e le nostre mappe mentali. Assumere le posizioni percettive significa cambiare tutto questo, quindi come se ci traslassimo nel corpo dell’altra persona, agendo e ragionando come lei, secondo i suoi valori, le sue credenze e le sue convinzioni. 

Se applicate correttamente, applicare le posizioni percettive per ciò che riguarda una situazione o una relazione o un’esperienza, rappresenta un elemento molto importante per la riuscita di questa. Soprattutto nell’ambito professionale, le posizioni percettive possono essere utilizzate all’interno del processo di imagineering di cui avevamo già parlato in un precedente articolo. 

E tu le hai mai utilizzate? Pensi possano tornarti utili nella coppia o sul lavoro? 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *