The Midnight Gospel su Netflix non è la solita serie animata, è molto di più: in un’ambientazione surreale, fatta di tanti e strani universi con personaggi altrettanto particolare, ci fa intraprendere una sorta di viaggio spirituale con il protagonista, alla ricerca del senso della vita.

Una sorta (molto rielaborata) di Piccolo Principe futuristico che su ogni pianeta ha a che fare con un diverso personaggio da cui trarre un insegnamento, in una sorta di trip psichedelico in cui molto spesso non si capisce il nesso tra il dialogo e le immagini. Un esempio: durante un’invasione di zombie, il protagonista e un altro personaggio parlano in tutta tranquillità della legalizzazione delle droghe leggere. Strano? Sì ma ti spiego perché vale la pena vedere The Midnight Gospel su Netflix.

The Midnight Gospel, la trama

La trama di The Midnight Gospel è molto semplice. Clancy, che vive in un mondo colorato e lontanissimo dal nostro, possiede un simulatore di universi che gli permette di viaggiare su diversi pianeti, altrettanto psichedelici. In ognuno di questi viaggi (uno per puntata) incontra uno o più personaggi con i quali discuterà su varie tematiche e tutte queste conversazioni verranno registrate per il suo podcast (o meglio spacecast).

Pendleton Ward, già creatore di Adventure Time, abbandona le serie animate per bambini, facendone una decisamente per adulti, visto le tematiche e i dialoghi di The Midnight Gospel. Si cerca di dare una spiegazione alle grandi domande della vita, che senso ha, come affrontare la morte, il perdono…

I viaggi di Clancy

Il viaggio di Clancy in The Midnight Gospel, è tanto fisico quanto spirituale e risulta in molte parti un vero e proprio flusso di coscienza. I pensieri e le conoscenze che i vari personaggi raccontano sono rappresentate da immagini vivide che creano un effetto straniante e allo stesso tempo suggestivo, quasi avessimo preso noi una pasticca di LSD. Perché la difficoltà sta proprio in quello, non lasciarsi catturare da quelle immagini così forti e colorate e seguire il filo del discorso. È un vero e proprio trip filosofico in cui ognuno di noi può interpretare le risposte, cercando una consapevolezza sulla vita e sulle sue emozioni.

Non è raro vedere dei parallelismi con la filosofia buddista. Per esempio nel secondo episodio si parla della morte e come affrontarla, il tutto mentre Clancy e i personaggi che sta intervistando affrontano un vero e proprio processo di macellazione in totale serenità.

Andando avanti con gli episodi si scopre che Clancy, sta viaggiando da un mondo all’altro perché incapace di affrontare la realtà, quella della morte dei suoi genitori, nonostante il supporto della sorella che gli dirà:

Clancy, non importa dove vai, le cose saranno sempre le stesse se tu non cambi.

Ed è proprio nell’ultimo episodio che Clancy si troverà a dover affrontare i proprio demoni interiori, capendo il grande insegnamento del qui e ora:

Nel momento in cui ho soltanto accettato dove fossi, invece di desiderare di trovarmi da un’altra parte, tutto è migliorato.

Come la filosofia buddista insegna, non importa quale siano le circostanze esterne, perché felicità e dolore le facciamo nascere dentro di noi. Dobbiamo quindi iniziare a lavorare su di noi, confrontarci con i nostri limiti e le nostre paure se vogliamo vedere dei cambiamenti, perché potremo anche andare su mondi diversi, ma la nostra realtà interiore si sposterà con noi.

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