Lavori per un manager o per un leader? Se tu sei incaricato di seguire un team, sei più un manager o un leader? In ambito lavorativo, queste domande possono fare la differenza sia per il team, sia per l’ambiente che si crea, sia per i risultati che si raggiungono. Spesso si pensa che la parola manager e leader siano sinonimi. In realtà non è così.

Le traduzioni stesse delle 2 parole, dovrebbe farci capire la prima grande differenza. Manager, in inglese, deriva da to manage che significa amministrare, dirigere. Leader deriva dalla parola to lead, che significa guidare, condurre. Dare ordini vs dare esempi. Questo è solo l’inizio, sei pronto a scoprire le 3 grandi differenze tra un manager e un leader? 

Cosa differenzia un manager e un leader

Manager vs leader: dai comportamenti, alla gestione dei compiti, all’analisi dei risultati…tanti sono gli aspetti che differenziano un leader da un manager, ma noi li abbiamo raggruppati in 3 grandi gruppi.

Fare le cose nel modo giusto vs fare la cosa giusta

Fare le cose nel modo giusto e fare la cosa giusta anche in questo caso, non vogliono dire la stessa cosa ma la differenza è davvero notevole. Il manager è preoccupato del fare le cose nel modo giusto, che i task siano svolti secondo le guideline che si devono seguire passo a passo. Ogni settimana deve essere redatto un report per identificare quello che abbiamo fatto e come lo abbiamo fatto. Meglio non azzardare a proporre qualcosa di innovativo o che potrebbe andare fuori dai binari usuali, il rischio è che venga bocciato. Il manager solitamente lavora affinché i superiori non possano dire nulla sul suo operato, nascondendosi dietro alle linee guida che vengono osservate scrupolosamente. Non significa dare un giudizio negativo sui manager, sono tendenzialmente persone che non vogliono sorprese e per questo tendono a lavorare con i “paraocchi”. Minimizzare i rischi è un po’ il mantra del manager ma in questo modo, le persone del team si sentiranno poco stimolate e nel lungo periodo, porterà questi a trovare stimoli altrove.

Il leader è focalizzato invece nel fare la cosa giusta. Non importa se questo significa rompere gli schemi o tentare nuove tattiche. Ogni caso è diverso, non si lavora meccanicamente. Il leader porta il suo collaboratore a focalizzarti sul perché di una cosa e non sul come. È importante per lui farti capire il motivo per cui si sta facendo una determinata cosa affinché tu capisca e sappia come comportarti in casi simili in futuro, piuttosto che dirti come fare e flaggare un compito fatto. Questo porterà il collaboratore a sentirsi importante per il team oltre che stimolato a fornire nuove idee, aumentare la produttività e a contribuire più attivamente al successo aziendale. L’obiettivo qui, non è compiacere i superiori ma parleremo più nello specifico di questo più avanti.

Contare il valore vs creare valore

Le priorità del manager sono quelle di quantificare e misurare il valore. Spesso sono ossessionati dal tracciare i risultati in modo da riportarlo a un target specifico. Non c’è nulla di sbagliato nell’essere focalizzati su profitti, volumi, ricavi, costi… anzi questi sono compiti di un bravo manager ma l’essere super focalizzati solo su questi punti, porterà a una perdita di una visione più ampia, in favore di obiettivi più a corto termine. Ricordiamoci però che il raggiungimento di obiettivi a corto termine, non sempre porteranno a benefici sul lungo termine. Se decidiamo di abbassare i prezzi di un prodotto sperando questo porti a maggiore ricavi, questo potrebbe portare benefici nel breve periodo ma non nel lungo. 

I leaders invece puntano a creare valore. Sanno l’importanza del misurare la performance ma sono più focalizzati sul migliorare la gamma o ridurre i costi. In questo, stimolano le persone del team a formulare ipotesi o a proporre nuove idee. La sfida per i leaders è come influenzare la società ad accettare i rischi nel breve periodo per gestire le aspettative che la strategia potrebbe fornire nel lungo periodo. Il leader solitamente, non è preoccupato degli errori del suo team, anzi, li stimola a prendere delle decisioni. Se queste non portano ai risultati desiderati, sarà valso da insegnamento e questo diventa per il leader un investimento e non una perdita.

Gestire con la paura vs guidare con gli esempi

I manager solitamente affidano dei compiti avvertendoti su quali siano le conseguenze se non vengono portati a termine. Come detto precedentemente, loro sono propensi a misurare i risultati e di conseguenza, le persone. Tendono a dare consigli che nascondono dietro una minaccia come “sai dovresti fare questo in questo modo, perché a Tizio che non l’ha fatto, è successo questo e noi non vogliamo che ricapiti”. In parole povere, sono molto bravi a confezionarti una minaccia con della bellissima ed elegante carta regalo. 

I leader, al contrario, optano per un “ho fatto questa cosa x volte con buoni risultati ma sono aperto a vagliare nuovi metodi se portano gli stessi risultati o addirittura migliori. Sentiti libero di utilizzare il metodo che ho utilizzato io e fare delle modifiche se lo riterrai opportuno.” I leader tendono a dare un esempio, il là, ma poi lasciano la libertà di prendere in prestito il metodo, proporre dei cambiamenti e migliorare il processo. I leader vogliono fare da mentori, non da addestratori che ti insegnano come fare x cose. Vogliono che sia tu a creare a sviluppare le tue idee, prendendo esempio da loro, non facendo le cose in modo meccanico. I leader sono quelli che gioiscono al successo degli altri, perché il fine è quello di portare maggior beneficio all’azienda. Mentre il leader si fida di te, il manager si fida che tu lo faccia nel modo giusto. 

Indipendentemente che tu sia sotto un leader o un manager, potresti imparare tanto da entrambi. Non puoi cambiare le persone con le quali lavori, ma puoi cambiare il modo in cui ti approcci con loro, se ti prendi del tempo per capire le loro inclinazioni e le loro motivazioni. 

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