Fnan Teklay è una giovane imprenditrice che aiuta aziende e professionisti a costruire il proprio Personal Branding e la propria Strategic Imagine. Vive tra Milano e l’Arabia Saudita, dove tiene corsi e workshop, ha un canale YouTube ricco di consigli utili, scrive per Forbes Italia e sul suo sito Fnan.Co, si possono trovare tante risorse utili. Abbiamo voluto parlare con lei di come possiamo costruire la nostra immagine migliore, cosa significa essere una donna imprenditrice e le abbiamo chiesto qualche consiglio per rendere il nostro smart working il più efficiente possibile. Queste sono state le sue parole.

Fnan tu sei di origine eritrea, cresciuta in Arabia Saudita e ora cittadina milanese. Sei un’imprenditrice e aiuti le persone a costruire il proprio business attorno alle loro passioni. La prima domanda quindi è: come hai iniziato tu?

Da dove posso cominciare… Ufficialmente ho iniziato il mio business nel 2012, quindi più o meno 8 anni fa, ma prima di allora, per quanto possa ricordare, ho sempre avuto uno spirito imprenditoriale. Quando avevo circa 18 anni, ho capito di avere occhio e talento per realizzare ritratti e tutto ciò che mi ispirava in qualche modo. Sono stata influenzata da uno show di moda visto in tv e da lì ho iniziato a disegnare abiti sontuosi, come i modelli che si indossano in Arabia. Poi un giorno, mentre ero al lavoro in un centro di bellezza a Jeddah, accogliendo le persone alla reception, una cliente ha visto i miei schizzi e mi ha chiesto: “Wow, sono fantastici! Potresti fare un bozzetto anche per me?” Lì è quando ho capito che la mia passione si sarebbe potuta trasformare in un business e che avrebbe avuto mercato.

Anni dopo, perfezionandomi e trasformandolo lentamente in un business vero e proprio, iniziando ad ottenere anche i primi profitti, ho deciso di costruire il mio brand online e qui è stato quando ho nuovamente realizzato che c’era un enorme mercato per la mia esperienza. Quindi ho iniziato a insegnare e a guidare i professionisti a costruire un brand e un business intorno alla loro passione, al loro talento e alla loro esperienza.

In base alla tua esperienza, quali sono le principali paure che bloccano le persone a livello professionale?

Nella mia esperienza, ho incontrato diversi professionisti che si trovano a disagio nel promuovere loro stessi e i loro valori. Pensano che sia un modo di vantarsi, di tirarsela e questa paura li blocca dal condividere le loro conoscenze e il loro sapere con altri o addirittura con i clienti che avrebbero bisogno del loro servizio.

La conseguenza è che così facendo, perdono molte opportunità di business che sono invece disponibili e sembrano avere scritto proprio il loro nome. Questo va a influenzare la loro importanza nel loro settore e questo è il principale motivo del fallimento. E ciò è proprio un’altra paura principale, la paura di fallire. In realtà, le esperienze in cui si fallisce in qualcosa sono proprio le lezioni che ci forgiano e ci formano nell’essere migliori e alla fine, ci fanno raggiungere il successo. Per molti comunque questa paura è talmente opprimente dal fermarli ancora prima che abbiano iniziato.

Quali sono le domande che ti senti rivolgere più spesso dalle persone che si rivolgono a te?

Molte delle domande che mi vengono rivolte ruotano attorno al come “brandizzarsi” in modo efficiente come un business e come monetizzare questo personal brand online, poiché vi è un grande cambiamento nei mercati con una rapida crescita dei social media e dell’imprenditorialità. Quindi molte persone iniziano a capire come sia diventato essenziale per tutti adottare una strategia di personal branding. Quindi essendo una personal brand e image strategist, molte persone si rivolgono a me per imparare come incanalare i loro punti di forza e le loro esperienze per stabilire la loro personalità pubblica per il loro pubblico di destinazione.

Tu hai deciso di lanciare un canale YouTube, tieni corsi e masterclass per aiutare le persone nell’ambito imprenditoriale, ce ne puoi parlare?

Certo! Quando ho preso la decisione di migrare completamente le mie offerte online intorno al 2014, ho iniziato a creare contenuti e soluzioni digitali che potessero aiutare le persone letteralmente in diverse parti del mondo. E questa è stata la miglior decisione per me e per la mia attività, perché il mio marcato online oggi riguarda circa 2 milioni di persone attive online ogni giorno vs le poche persone che puoi incontrare e con cui puoi parlare offline. Quei giorni sono finiti!

Attraverso le mie offerte e contenuti digitali, sono in grado di servire un gruppo mirato di professionisti in cui credo e che a loro volta credono in me, nelle mie soluzioni e nella mia mission: aiutare esperti multiculturali e motivati da uno scopo a creare un redditizio personal brand online.

Durante lo scorso anno hanno avuto grande rilevanza dibattiti e manifestazioni come il Black Lives Matter incentrati sull’eguaglianza e la parità di razze, genere… in quanto donna imprenditrice, quali sono, secondo te, le maggiori differenze che esistono ancora nel business, tra uomini e donne?

Per la mia personale esperienza, essendo una donna straniera espatriata in Italia, sono sempre stati l’etnia e il fatto di essere “diversa” da un italiano medio che mi hanno precluso dall’ottenere determinate opportunità di alto livello. E perché non credo nell’interpretare il ruolo della vittima, non potrei essere interessata ad opportunità che ti escludono solo perché sei in un certo modo. Questa è la ragione per cui sono una grande sostenitrice nello stabilire e avere il controllo della propria narrativa e del proprio personal brand, così che non dovrai mai chiedere 2 volte per avere ciò che vuoi.

Uso la mia piattaforma per incoraggiare le donne o chiunque, a prendere in mano la situazione, promuovendo la propria presenza online e promuovendo il proprio brand. Se pensi di essere sottopagato al lavoro, trasforma il tuo lavoro quotidiano nel tuo business. Usa gli stessi tools, abilità e impegno che tu investi nel lavorare per l’attività di qualcun altro e utilizzali per creare il tuo business. Questa è la mia opinione a riguardo.

Grazie a te, le persone imparano a diventare esperti della propria immagine, e anche se si dice “non giudicare un libro dalla copertina”, sappiamo tutti che come ci vestiamo può influenzare non solo il modo in cui gli altri ci vedono, ma anche il modo in cui noi ci vediamo. Ci puoi dare qualche consiglio in merito per aumentare la fiducia in noi stessi?

Certo! Dico sempre, se devi presentarti da qualche parte o vuoi fare una buona prima impressione, è meglio presentarsi/vestirsi in modo da sentirci a nostro agio piuttosto che sembrare qualcuno che non siamo. Perché questa sarebbe la migliore ricetta per un disastro. Comfort è sinonimo di fiducia. Questo non significa presentarsi a un meeting con le pantofole ai piedi ma capire quello che potrebbe andare bene per noi e attenersi a questo.

Come pensi che una persona possa trovare il proprio stile in modo da sentirsi sempre a proprio agio?

Capire quello che funziona per te, ciò con cui hai famigliarità e a quale stile tendi naturalmente, arriva passando per prove ed errori. Fondamentalmente l’esperienza. Ma ci sono alcuni elementi che ti possono aiutare ad identificare il tuo stile: essere chiari su quale messaggio vuoi trasmettere di te ad ogni incontro, capire quali colori ti stanno meglio, conoscere le forme del tuo corpo, capire quali tessuti si adattano meglio ai tuoi movimenti e così via. Quindi questi sono alcuni fattori a cui presterei attenzione per sviluppare il mio stile.

In questo periodo e nei mesi precedenti, molte persone stanno o hanno lavorato in smart working e sai benissimo che quando si è a casa si può trascorrere tutto il tempo in pigiama o indossando una tuta. Pensi che ciò potrebbe influenzare l’efficienza sul lavoro? Cosa suggeriresti per questa situazione?

Sai dipende, conosco persone che amano stare comodi nei loro pigiami e riescono a lavorare benissimo, mentre altri che restando in pigiama si addormentano anche quando dovrebbero essere produttivi. Quindi è davvero una cosa molto soggettiva. Quello che consiglierei è di chiederti cosa funziona per te: riesci a lavorare in pigiama o hai sensazioni di svogliatezza e pigrizia? In qualunque caso, io mi vestirei come se dovessi andare al lavoro. Una bella doccia e indossare ciò che ti metteresti per andare in ufficio può aiutare nell’aumento della produttività mentre si lavora da casa.

In questo periodo un po’ incerto e non semplice, cosa consiglieresti alle persone che hanno un proprio business?

Direi a loro di prendersi dei rischi, dei rischi calcolati intendo. Fare spazio per provare quante più cose / opzioni possibili in modo da capire: cosa funziona nella loro attività, cosa non li fa procedere, cosa sta veramente portando valore reale ai loro clienti e cosa no. Scegli meno e sii specifico con le tue soluzioni. Semplifica il tuo processo, chiarisci i tuoi messaggi, perfeziona le tue soluzioni e offri ai tuoi clienti ciò di cui hanno veramente bisogno.

Ultima domanda di rito delle nostre interviste, qual è il mantra nella vita di Fnan Teklay?
Fin dalla quinta elementare, quando l’ho sentito a scuola, il mio mantra è sempre stato “dove c’è una volontà, c’è un modo”. Ostacoli e complicazioni sono inevitabili, sono ciò che rendono la vita così dinamica. Ma la parte emozionante di questi ostacoli, è il processo nel trovare un modo per risolverli.

Credo che se davvero desideri qualcosa e sei determinato a trovare un modo per farlo avverare, lo farai fintanto che continuerai a volerlo e a spingerti avanti. Perciò ecco perché dove c’è una volontà o un desiderio, c’è sempre un modo.

Sai, se guardi la mia vita come figlia di immigrati con scarse risorse ed opportunità e che oggi gestisce 3 business, niente mi è stato regalato. Ma come ho detto prima, non voglio fare la vittima o lamentarmi di quanto a volte la vita possa essere ingiusta. La vita può essere ingiusta per molti, ma è ciò che tu ne fai. Io ho deciso di non raccontarmi scuse, niente lamentele, ho deciso di focalizzarmi e di credere che posso trovare sempre un modo ogni volta che voglio qualcosa. Quindi spero che questo possa oggi ispirare qualcuno a non mollare, a continuare, a cercare una soluzione e ad accendere la speranza che i giorni migliori stanno per arrivare.

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