Gianni Bianchini è il fondatore di Nomadi Digitali Italiani, una delle più grandi community dedicate al nomadismo digitale e ha passato gli ultimi 20 anni lavorando e viaggiando intorno al mondo. Durante questi numerosi spostamenti, oltre ad avere iniziato un’attività di consulenza su come diventare un nomade digitale, ha intrapreso anche un percorso di crescita personale che lo ha portato a fare diverse esperienze, tra cui quella con Wim Hof e il suo metodo basato su respirazione, meditazione e freddo. È così partito alla volta della Polonia, dove ha passato alcuni giorni a diretto contatto con Wim Hof e con altre persone ha condiviso questa straordinaria avventura. Ecco cosa ci ha raccontato Gianni e come il metodo Wim Hof abbia influito sulla sua vita.

Gianni quando hai sentito parlare per la prima volta del metodo di Wim Hof? Cosa ti ha spinto a fare questa esperienza in prima persona con lui?

All’inizio del 2019, ero in Messico e mi capitò di vedere un video in inglese su YouTube in cui Wim Hof raccontava la sua storia. La cosa che più mi colpì delle sue parole fu come l’esposizione al freddo lo aveva aiutato a superare il dolore per la perdita della moglie. Quando si immergeva nei laghi ghiacciati riusciva a ritrovare un connessione profonda con sé stesso. Ed è questo che mi ha ispirato, il cercare quel contatto primordiale con la nostra natura, con il nostro essere parte del tutto, dove si è presenti nel qui ed ora. Il giorno dopo ho cominciato a fare docce gelate e a praticare la respirazione, e da allora non ho più smesso.

Quali erano i tuoi pensieri prima di partire per la Polonia, dove c’è stato il tuo incontro con Wim Hof?

Un misto di paura ed eccitazione ma la paura era legata al mio ego. Sentivo d’istinto che sarebbe stata un’esperienza forte e che mi avrebbe insegnato molto. Mi sentivo carico, pieno di curiosità ed energia.

Nel tuo video su YouTube hai raccontato che il primo giorno avete fatto una profonda meditazione che ti ha commosso, ce la racconti?

Abbiamo fatto una sessione di respirazione guidata da Wim. Eravamo un centinaio di persone da tutto il mondo stesi sui tappetini yoga. Wim ha un forte carisma e, insieme alla musica che faceva da sottofondo alle sue parole, è riuscito a creare un’atmosfera davvero magica. La sessione è durata tantissimo e più respiravo, più entravo in uno stato mentale in cui provavo emozioni profonde. Ho pianto e ho riso e ho sentito dentro di me un’energia universale che è difficile spiegare con le parole. Alla fine della sessione, tutte queste persone che un momento prima non si conoscevano, si sono abbracciate come fratelli e sorelle, con le lacrime agli occhi e con sorrisi sulle labbra. È stato un momento indimenticabile, che comunque si è ripetuto anche in altri giorni del ritiro.

Il metodo di Wim Hof è composto da 3 parti: meditazione, respirazione e freddo. Quali caratteriste ha la sua respirazione e cos’ha di diverso rispetto a quella per esempio di altre discipline come lo yoga?

La respirazione del metodo Wim Hof si rifà alle tecniche di respirazione Pranayama e del Breathwork ma li rende più semplici e accessibili a tutti. Gli esercizi si basano sulla ripetizione di intervalli di iperventilazione e di ritenzione (si trattiene il respiro). Durante questi esercizi si inspira e si fa circolare nel corpo più ossigeno del solito. L’ossigeno influenza l’energia rilasciata nelle nostre cellule, modificando le attività chimiche e fisiologiche del nostro organismo. Con la pratica costante di questa respirazione possiamo tenere in allenamento il nostro sistema cardiovascolare, rendere il corpo più alcalino (inibendo temporaneamente i ricettori del dolore), favorire la produzione di ormoni della “felicità’ come serotonina e dopamina, e favorire una frequenza cardiaca a riposo più lenta.

Che sensazioni hai provato la prima volta che ti sei tuffato nel torrente ghiacciato?

Avendo già fatto pratica in precedenza mi sentivo pronto per affrontare questa prova. La prima sensazione non è mai piacevole, ma dura pochi secondi. Quello che aiuta tantissimo è focalizzare la mente sul respiro, come se si stesse meditando. Controllando il respiro si arriva a uno stato di controllo delle emozioni e delle sensazioni che si possono provare a contatto con il freddo. Lì nell’acqua fredda dopo pochi minuti ho perso la sensibilità alle mani e ai piedi, in alcuni momenti ho provato una sensazione di dolore o perfino di bruciore a queste estremità.

Quello che aiuta sempre è la concentrazione. Essere presenti, concentrati sul respiro. Nel momento in cui ero in controllo del mio respiro, il mio corpo si abituava al freddo, la sensazione di dolore svaniva e questo mi ha permesso di stare fino a 10 minuti in acqua a temperatura di 2-3 gradi.

In uno dei giorni passati con Wim Hof e il resto del gruppo, avete affrontato una camminata di 2 ore e mezza, in mezzo alla neve a -3 gradi indossando solo un paio di calzoncini e gli scarponi. Cosa ti ha colpito di più della reazione che ha avuto il tuo corpo ad un’esperienza così estrema?

L’adattamento. Il nostro corpo è un organismo capace di fare cose straordinarie. Ogni giorno uomini e donne in tutto il mondo lo dimostrano. Devo dire che questa camminata sulla neve, che poi è durata circa 6 ore tra andata e ritorno, non l’ho trovata davvero difficile, forse perché non nevicava e lo sforzo fisico comunque mi riscaldava. Ero un po’ allenato perché un mese prima avevo fatto delle camminate simili in Slovacchia. È stata più l’emozione vissuta insieme al gruppo che è stata indimenticabile.

Wim dice che il freddo è la soluzione allo stress e che una doccia fredda al giorno leva il medico di torno, tu una volta tornato a casa hai fatto della doccia fredda un’abitudine? Se sì, quali benefici hai notato?

Come ho detto prima, le docce fredde e la respirazione sono ormai diventate abitudini quotidiane. Ora di docce fredde ne faccio due, una la mattina e una la sera ma a volte qualche doccia calda ci scappa anche. Tutto sta ad avere un giusto equilibrio. I benefici sono tanti, in primis l’energia e la carica che mi dà al mattino che mi dura per parecchie ore. Non ho bisogno di caffè per svegliarmi. E poi dormo meglio, non ho più raffreddori, sono più calmo, meno stress e riesco a recuperare più facilmente dopo aver fatto palestra o aver corso.

Cosa ti ha colpito di più nell’incontrare Wim Hof di persona e quale pensi sia l’insegnamento più grande che ti hanno portato i giorni con lui?

Wim è una persona davvero straordinaria con un’energia contagiosa. Sempre sorridente, allegro, attivo, in continuo movimento, canta, danza, suona. È un vulcano in eruzione. Perfettamente presente e in contatto profondo con la Natura. Con lui ho capito che possiamo essere in totale controllo della nostra mente e non essere controllati da questa. Ho capito che è facile essere felici, in salute e forti. Siamo noi che lo decidiamo, ogni secondo della nostra vita. Con le nostre azioni, le nostre abitudini e con il nostro stato mentale.

A chi consiglieresti di fare questa esperienza?

A tutti praticamente. Nel ritiro c’erano persone di tutte le età e da tutto il mondo, ognuno con una propria storia personale. Il suo metodo ha benefici sia a livello mentale che fisico. Sono ancora in contatto con i compagni del mio gruppo. Chi ha vinto la depressione, che è guarito da dolori cronici, chi ha smesso di bere alcool, chi è diventato un coach o un istruttore per aiutare altri. Se vuoi migliorare la tua vita o addirittura cambiarla nel miglior modo possibile, allora quest’esperienza fa davvero per te.

Domanda finale di tutte le nostre interviste: il tuo mantra nella vita?

Dai senza aspettarti nulla in cambio.

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