Una nota citazione di Karen Blixen dice: “la cura per tutto è l’acqua salata: sudore, lacrime o il mare”, e se non abbiamo la possibilità di rilassarci in qualche località balneare, la soluzione arrivata dalla floating therapy, ovvero la terapia del galleggiamento, il cui scopo è quello di ridurre lo stress di corpo e mente, lasciandosi letteralmente galleggiare nell’acqua. Ti abbiamo incuriosito? Ecco tutto ciò che devi sapere sulla floating therapy.

Tutto sulla floating therapy

Come nasce la floating therapy

Per quanto potrebbe sembrare qualcosa di attuale e recente, la floating therapy nasce a metà degli anni ’50. Il neuroscienziato John Lilly è stato il primo ad utilizzare la vasca di deprivazione sensoriale, detta anche vasca di galleggiamento o vasca di isolamento. Il nome deriva dal fatto che inizialmente, la vasca veniva utilizzata per studiare il cervello in assenza di stimoli sensoriali e come questi potessero influire sugli stati di coscienza. La vasca, pensata inizialmente in posizione verticale e solo successivamente spostata in posizione orizzontale per garantire un maggiore rilassamento, era riempita con acqua a temperatura corporea e ricca di sale solfato di magnesio così che il corpo potesse galleggiare. Per eliminare gli altri stimoli esterni, risultava anche buia e insonorizzata.

Il risultato? Il Dott. Lilly sperimentò lui stesso la vasca accorgendosi che la teoria di base per cui in assenza di stimoli il cervello smetta di funzionare era errata, anzi andava invece a favorire uno stato di rilassamento profondo e, in alcuni casi, anche l’entrata in una condizione onirica che si manifestava con visioni. A partire dagli anni ’70, le vasche di galleggiamento sono diventate uno strumento commerciale utilizzate per favorire il benessere corporeo e mentale, sdoganando così la floating therapy. Il successo è stato poi portato anche dai numerosi studi scientifici che hanno confermato i reali benefici della terapia del galleggiamento.

Vasca di deprivazione sensoriale: come funziona?

L’acqua all’interno della vasca di deprivazione sensoriale viene riscaldata a temperatura corporea (circa 35°) e arricchita con sali di Epson che garantiscono al corpo di galleggiare senza difficoltà. Ci si sdraia quindi in questa vasca che viene chiusa (l’effetto claustrofobico è davvero al minimo, ci sono delle luci di sicurezza, oltre al fatto che c’è un pulsante di emergenza che potrai utilizzare se ti senti a disagio e che interromperà la seduta) e ci si rimane per circa un’ora e questa totale assenza di stimoli, permette al cervello di entrare in uno stato di rilassamento profondo.

Le persone che hanno sperimentato la floating therapy hanno riportato diversi effetti: chi ha avuto delle sorte di allucinazioni, chi ha avuto la soluzione a un problema, chi ha avuto un’intuizione creativa, chi con una serie di sedute ha migliorato concentrazione e focus. Si hanno anche effetti a livello fisico: accelererebbe il recupero dopo un allenamento intenso, diminuendo i livelli di lattato.

I benefici della vasca di galleggiamento

Oltre a quelli che ti abbiamo già accennato, la vasca di galleggiamento è in grado di favorire un profondo rilassamento, non solo fisico ma anche mentale. Questo perché induce un aumento di endorfine che generano un senso di benessere e una diminuzione dei livelli di cortisolo, l’ormone che viene secerno in caso di stress. È stato stimato che 60 minuti nella vasca di galleggiamento equivalgono a 4 ore di sonno e gli effetti positivi sono simili a quelli della meditazione.

L’utilizzo dei sali di Epson va poi a fare un’azione drenante su tutto il corpo, attenuando i gonfiori e stimolando la circolazione linfatica e sanguigna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *